domenica 26 agosto 2012

Recensione del racconto "Due rotelle per volare" di Stella Ada Rossetti

Stella Ada Rossetti torna alla carica con un nuovissimo racconto, dopo "Il coraggio di Fax", un racconto molto commovente, che ho recensito qui nella mia rubrica.
Il racconto di cui vi parlerò è intitolato "Due rotelle per volare", un racconto commovente che narra la storia della dolce Luna, una ragazza giovanissima che per colpa di un incidente causato dal suo ragazzo, che purtroppo era ubriaco, perde l'uso delle gambe e con esse anche la voglia di tornare a vivere.
Ma i suoi genitori e le sue amiche (non tutte) non la mollano un secondo, e l'aiutano a superare molte difficoltà e disagi in cui si troverà ad affrontare la giovane ragazza.
Putroppo però si ritroverò di fronte a mille situazioni sgradevoli, dove vedrà i suoi vecchi amici voltargli le spalle solo perché è su una sedia a rotelle, facendola sentire diversa da loro, ed è a mio avviso una cosa bruttissima.
Anche questa volta, l'autrice mi ha fatta commuovere, e il messaggio che vuole lanciare con questo racconto vorrei che arrivasse nel cuore di tutti, essere disabili, non vuol dire essere diversi da noi, cosa hanno di diverso da noi che abbiamo un uso perfetto delle gambe? 
Nulla, anzi, quando una persona vive  con la consapevolezza di non poter più tornare a camminare, ha bisogno di essere guardata come prima,  e non di essere discriminata purtroppo, senza invece essere compresa ed amata per quello che è, ovvero, una persona come tutte le altre, camminare o no, è una persona con un cuore e con tanta voglia di vivere, io li stimo moltissimo, perché nonostante tutto hanno una forza interiore da vendere! 
Purtroppo c'è troppa gente che non capisce cosa  si prova a vivere su una sedia a rotelle, e proprio queste persone dovrebbero fermarsi un attimo e riflettere, perché questo racconto fa riflettere molto.
Come al solito vorrei fare i complimenti all'autrice perché ha una sensibilità e un'abilità nel mettersi nei panni di chi è disabile non è facile, credetemi per chi non vive una situazione del genere.

Recensione a cura di Antonietta Agostini

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