giovedì 23 agosto 2012

"Domande al silenzio" di Marco Incardona

Titolo: Domande al silenzio
Editore: Nuova Rosa editrice
Autore: Marco Incardona


“Domande al silenzio è un romanzo complesso, problematico, volutamente magmatico. In un mondo dove ormai tutto sembra essere stato spiegato, in cui la tecnica e la tecnologia sembrano rendere tutto possibile, paradossalmente appare quasi impossibile orientarsi in questo mare in tempesta fatto di informazioni eterodirette, inquinamenti mediatici e famelico desiderio di un senso e di un telos nell'agire sociale. Louis Daudet, il protagonista del romanzo, è invece un uomo dalle idee chiare e lungimiranti. Munito di un pensiero forte, che gli consente come pochi di pensare la realtà, mediandone le informazioni nella prospettiva di una gerarchia di valori e di idee, egli si trova a vivere corcondato da un un mondo che invece naviga a vista. Italo-francese uscito da  famiglie di tradizioni comuniste, che avevano fatto la resistenza e combattuto per cambiare il mondo, egli si trova invece a vivere in un contesto sociale quello del Dopoguerra in Italia  che quei valori li aveva disattesi, ma non aveva troppa voglia di gridarlo ai quattro venti.
Daudet, che si trova a studiare alla Bocconi,  nella turbolenta Italia degli anni 70, coglie le contraddizioni interne al movimento studentesco e soprattutto capisce che ad affermarsi sarà ancora una volta il capitalismo, ma un capitalismo ancora più rapace e terribile, poco aduso a compromessi con un qualsiasi sistema valoriale. Daudet fa di questa sua capacità riflessiva la sua forza. Proprio perchè gli altri non fanno nulla per capire, meritano il suo disprezzo e giustifacano la sua determinazione nel voler imporre una distanza attraverso il riconoscimento ed il successo. 






In questo egli riesce e diventa quello che si può definire un rispettabilissimo manager, dirigente di una delle principali assicurazioni nazionali a Firenze. Il rispetto con cui tutti lo guardano rispecchia però il drammatico monologo con cui egli prova a cercare con se stesso i motivi del suo agire. Nel corso del romanzo Daudet scopre che, anche se non voluti, terribili varchi si sono squarciati nell'incedere implacabile del suo monologo. Il silenzio, elemento che la sua razionalità sembrava non aver preso in alcuna considerazione, comincia ad imporsi poco a poco, facendo emergere in lui brandelli di vita e di emozioni che credeva aver per sempre rimosso. Solo nel suo silenzio, come era sempre stato solo nel suo monologo, egli questa volta non riesce più a trovare l'appiglio nella realtà e negli altri, che non sembrano né capire né assecondare questo suo tormento...
Decostruita in quattro parti, come se si trattasse quasi di persone differenti, la vicenda di Louis Daudet viene scandagliata in quattro momenti ed episodi diversi, legati insieme dal filo silenzioso dello stesso tormento. La sua vita, il suo lavoro, i suoi affetti, la sua famiglia, entrano di volta in volta nel romanzo, come schegge impazzite di un uomo che, ormai solo in apparenza, ritiene di avere salde le redini della propria esistenza. In questo magma spesso incomprensibile che è l'esistenza di ognuno di noi, che nel romanzo viene resa attraverso un eclettismo ed un avvicendarsi spesso brusco di stili narrativi diversi, si iscrive la traiettoria esistenziale di Louis Daudet che, da sicuro interprete del reale, diventa quasi protagonista di un febbrile delirio liberatorio. “Domande al silenzio” è dunque un romanzo che prova a pensare la realtà, non solo a raccontarla, un romanzo che prova a far uscire la narrativa dagli angusti spazi del genere e della fruibilità, in cui questa società sembra averla voluta volutamente relegare, e tornare ad essere fonte di dibattito, elemento di rottura e di crisi per il discorso agiografico della quotidianità. Un romanzo che ha dunque la grande ambizione di essere diapason delle coscienze e di farlo soprattutto in un mondo che sembra aver perduto le antiche fragili certezze e che non sembra aver voglia di combattere per costruirne di nuove.

L'AUTORE:


Marco Incardona nasce a Vittoria (RG) il 25/06/1978 da padre siciliano e madre campana. La famiglia si trasferisce però immediatamente a Castelfranco di Sotto, dove i genitori si erano in effetti conosciuti. L'incontro, quotidiano e profondo, di queste tre grandi culture regionali avrà un'influenza decisiva sulla sua formazione e sulla sua curiosità verso l'incontro e l'ibridazione di culture diverse. Dopo aver frequentato la scuola dell'obbligo a Castelfranco, egli consegue nel 1997 la maturità classica al Liceo Andrea da Pontedera di Pontedera. Negli della formazione, inizia anche in forma progressiva ma radicale, il suo interesse per la lettura e per la letteratura. Nel 1997 si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze, seguendo il Corso di Laurea in Storia. Nel 2003 si laurea con una tesi sulle elezioni presidenziali messicane del 1934 e sulla figura di Lázaro Cárdenas. Nel 2005 consegue il D.E.A. (Diplôme d'étude approfondie) presso l'E.H.E.S.S. di Parigi.
Gli anni universitari sono quelli delle letture febbrili e dello studio attento delle dinamiche storiche e sociali, ma sono anche gli anni del definitivo affermarsi del suo amore per la letteratura. In questo caso risulteranno decisivi i ripetuti soggiorni a Moutier nel Jura svizzero, che gli rende possibile un contatto diretto e duraturo con la letteratura francese e francofona e l'Erasmus del 2001-2002 a Madrid, che gli fa scoprire gli immensi tesori della cultura iberica e latino-americana. Dopo confusi anni fiorentini, si trasferisce a Parigi nell'ottobre del 2009 dove studia e lavora fino all'aprile del 2011. Rientrato in Italia, si divide attualmente tra Firenze dove vive e lavora in albergo e Castelfranco, dove vive la famiglia. E scrive.
“Domande al silenzio”, pubblicato a fine 2011 dalla Nuova Rosa editrice, è il suo esordio letterario. Finalista al premio il Forte 2012 con il racconto “Una voce tra le tombe”, ambientato a Castelfranco, vince il Quarto Premio con la piccola raccolta di poesie “The Planets”, ispirata all'omonimo poema sinfonico di Gustav Holst.




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