martedì 31 luglio 2012

"Facciamo finta che non sia successo niente" di Maddie Dowson

Titolo: Facciamo finta che non sia successo niente
Editore: Giunti
Autore: Maddie Dawson
Pagine: 400


In una normalissima mattina di febbraio, mentre si aggira con il carrello al supermercato, Annabelle McKay sente la vita crollarle addosso e scoppia a piangere in modo incontrollabile. Apparentemente non c'è nessun problema per cui valga la pena sentirsi così: ha un matrimonio invidiabile, due splendidi figli, una bella casa fuori città e un gruppo di amici fidati da invitare a cena. Ma in un solo momento si rende conto che sono ventotto anni che finge di ignorare quello che è successo all'inizio del suo matrimonio, quando si è innamorata di un amico di suo marito e l'ha tradito. E così a cinquant'anni, ora che i figli vivono fuori casa e quello che resta è il silenzio assordante e le distanze quotidiane, Annabelle si accorge che la forza di quell'amore è ancora terribilmente viva.

lunedì 30 luglio 2012

ANTEPRIMA: "Quando cala il buio" di Massimiliano Bellezza in uscita ad Agosto 2012

Titolo: Quando cala il buio
Editore: Butterfly Edizioni
Autore: Massimiliano Bellezza

Salem, Oregon settentrionale. Alle inquietanti sparizioni di bambini e adolescenti segue la scoperta di una vera e propria casa degli orrori, all’interno della quale si trovano i corpi delle piccole vittime.
Altrove, un uomo si sta preparando a lasciare il suo appartamento. Si fa chiamare Ray Smith. Le sue mani sono sporche di sangue e una donna dai lunghi capelli neri è riversa sul pavimento. Allo specchio, il volto dell’assassino è deturpato: sulla sua pelle, l’uomo reca i segni di qualcosa che accadde quando era soltanto un bambino, e che l’ha cambiato per sempre. 
Una settimana dopo, cinque ragazzi sono immobili dinanzi al cancello di una scuola abbandonata. Sono cinque, giovani e forti. Ne rimarrà solo uno.
A metà strada tra Stephen King e Donato Carrisi, la prosa di Massimiliano Bellezza è un coltello pronto a fendere il sonno dei lettori e a trascinarli con sé in un vortice di puro terrore. Perché Ray Smith non è il nome di un personaggio. Ray Smith è il nome del vostro prossimo incubo.

ANTEPRIMA: "Il mondo dopo te" di Laura Bellini in uscita ad Agosto 2012

Titolo: Il mondo dopo te
Editore: Butterfly Edizioni
Autore: Laura Bellini


C’è stato un tempo in cui gli dei e gli uomini vivevano fianco a fianco. Poi qualcosa è cambiato, e adesso gli dei abitano un mondo che per gli uomini è puro mistero.
Hope – il cui nome porta in sé il segreto profondo della speranza – appartiene al mondo degli dei e, giunta l’ora del grande esame, viene inviata sulla Terra, dove dovrà trascorrere parte della sua esistenza.
L’avidità dell’uomo, la distruzione che egli ha portato alla sua Terra, un luogo ormai corrotto, convince gli dei che non ci sia altra alternativa che cancellare la sua esistenza e ricreare un mondo perfetto. 
Non è dello stesso parere Hope che intravede ancora nell’animo umano la tortuosa strada della possibilità e della speranza. La sua decisione la condurrà a dover fare i conti con l’imprevedibile destino che la porterà lontano da tutto ciò che ama e che metterà il suo cuore a dura prova. Da un lato l’anima cui è predestinata: il giovane e perfetto Aidan e, dall’altro, un semplice umano il cui destino si incrocierà con il difficile cammino di Hope verso la verità. Un umano a cui saranno aperte le porte del mondo divino e grazie al quale la protagonista scoprirà quanto puro e perfetto può essere il cuore di un comune mortale.
Un romanzo metaforico sapientemente scritto: romantico, intenso e coinvolgente.

ANTEPRIMA: "Senza di te" di Teresa Di Gaetano in uscita ad Agosto 2012

Titolo: Senza di te
Editore: Butterfly Edizioni
Autore: Teresa Di Gaetano

Nina è una giornalista, vive in un appartamento tutto suo ed è circondata da amici che le vogliono bene; tutto questo, però, non basta più da quando Pietro è andato via. Adesso, Nina è una donna sospesa: colei che attraversa la città con le sue gambe, che scrive articoli con le sue mani, non è altro che l’ombra della donna che è stata. Persino i suoi migliori amici, Leo ed Elena, sembrano non capire la profondità del dolore che l’attanaglia e Nina, perseguitata dal ricordo di Pietro come da uno spettro, non può che sentirsi terribilmente sola. Sola, mentre affronta il dedalo di strade cittadine, mentre viene assorbita dal caotico paesaggio urbano, sfondo rumoroso e costante della vita dei protagonisti. La solitudine, però, dovrà combattere con la forza che Nina ha ancora dentro di sé, celata dietro la paura di ricominciare ad amare.
Un romanzo intenso sull’abbandono, sul vuoto creato dall’assenza – tutte le assenze, quelle di coloro che ci hanno lasciato così come quelle di chi c’è ancora, ma non riesce a comprenderci. Una storia indimenticabile che è danza d’opposti: il dolore e la speranza, la solitudine e il calore dell’amicizia, la morte interiore e la rinascita della fenice dalle sue stesse ceneri.

sabato 21 luglio 2012

Intervista ad Argeta Brozi, direttrice editoriale della "Butterfly Edizioni"

Argeta Brozi
Carissimi lettori, oggi ho il piacere di avere un ospite davvero speciale nella mia rubrica, Argeta Brozi, direttrice editoriale della Butterfly Edizione.


Ciao Argeta, innanzitutto credimi è un piacere e un onore averti ospite nella mia rubrica. Parlaci un po’ di te, di cosa fa Argeta quando non veste i panni di scrittrice e direttrice editoriale.
Ciao Antonietta e grazie dell'invito! Anche per me è un piacere far parte della tua rubrica :-) Sai, non mi piacciono quelle persone che storcono il naso quando non è la rai o un giornalista conosciuto a fare le interviste! A me piace la gente vera, quella che senti spesso, che ha le tue stesse difficoltà (e che ti capisce!) e magari le tue stesse passioni... Penso che bisogna dare una chance a tutti, dal meno conosciuto al più conosciuto, senza fare distinzioni!
La tua domanda mi piace molto, soprattutto perché è la prima e non chiede subito del mio lavoro :-)
Argeta è una ragazza come tante, forse più timida di quello che dà a vedere (che rimanga tra noi!), che cosa faccio oltre il mio lavoro? Oddio... sono una ragazza un po' noiosa :P perché anche quando non lavoro, sto sempre con qualcosa da leggere :P poi mi dedico al mio nipotino Jonathan e pure a lui gli rompo le scatole con i libri... poverino!:P Ma non sempre, giuro!:-) Poi un po' di tempo alla mia famiglia e anche agli amici, anche se effettivamente do poco spazio alla mia vita privata, perché ho tante di quelle cose da fare che per far tutto e accontentare tutti non mi basterebbe una giornata di 36 ore!:P

Ho letto che hai cominciato a scrivere sin dall’età di nove anni, com’è nata questa passione?
 Ah, è colpa di mia madre!:-) Lei insisteva tanto con il leggere... “Argi, leggi qui e leggi là... dai, è bello, vedrai!” Mai prendere in parola le madri!:P Scherzo! Beh, io a 8 anni mi avvicinai alla lettura e poi diventò una droga per me (l'unica che consiglio!:P e che non ha effetti collaterali... anche se effettivamente potreste esserne assuefatti, per cui dovreste aumentare la dose di lettura per avere nuovi effetti benefici!)
Alle elementari mi piaceva già scrivere e i maestri dicevano sempre ai miei che avevo una grande immaginazione e che avrei fatto grandi cose. Ma le prime vere Opere le iniziai a 9 anni dopo che lessi il libricino di una bambina di 10 anni che mi emozionò. Quel giorno capii che anch'io volevo emozionare le persone con le parole e cominciai a scrivere.

Sei la direttrice editoriale della Butterfly Edizioni, quando è stata fondata, e soprattutto perché.
La Butterfly Edizioni è stata fondata ufficialmente il 10 gennaio 2011, anche se era nella mia testa da molto più tempo... Perché è presto detto: amo i libri ed è bellissimo dar vita a tante storie, anche quando queste non sono state scritte da me... Mi piace far sognare e vorrei condividere la mia passione per i libri con chi – come me – li ama e li scrive.

Ho notato che il rapporto che hai con gli autori da te pubblicati, è molto complice, cosa che altri editori non fanno, e questo secondo me, ti fa onore, perché molti editori a mio avviso rimangono un po’ sulle loro. Secondo te, professionalmente come deve essere un rapporto tra Editore e Autore?
Sì, è vero. Con i miei autori c'è un rapporto molto amichevole, questo perché ho sempre pensato che la Butterfly Edizioni non dovesse essere solo una semplice casa editrice, ma una grande famiglia. E chi ci entra dentro deve sentirsi come a casa: a suo agio.
Non so se sia giusto o meno il mio comportamento, alcuni lo giudicano “poco professionale” oppure “di parte” oppure “sconveniente”, in parte hanno ragione perché in alcuni casi può succedere che gli autori si “approfittino” di questa cosa e ti prevarichino... Ma io voglio fare così perché penso che sia un lavoro di gruppo: ci si aiuta a vicenda per raggiungere un obiettivo comune. E poi come si dice “non fare agli altri quello che non vorresti che facessero a te...”, io mi comporto come l'editore che vorrei. Qualcuno che c'è sempre, risponde sempre e cerca di aiutare finché può, un qualcuno che non senti solo per parlare di libri, ma con cui puoi conversare anche di cose personali. Secondo me, l'editore dovrebbe essere il “miglior amico” dell'autore :-) Mettiamola così!

Cosa offre come servizio editoriale, la Butterfly Edizioni agli autori?
Come dicevo più sopra, cerco di fare del mio meglio e di aiutare sempre l'autore a raggiungere l'obiettivo comune: ovvero quello di far conoscere i libri pubblicati. Essere amichevoli con gli autori non significa essere meno professionali, tant'è che leggiamo tutti i manoscritti che ci arrivano, quando richiesto facciamo le schede di lettura, prima di pubblicare un libro ne curiamo l'Opera a volte solo con una correzione di bozze, altre volte con un editing più approfondito, poi passiamo a lavorare sulla copertina. Prima che un libro venga stampato ci lavoriamo mesi, affinché il lavoro finale sia soddisfacente per tutti quanti: editore, autore e lettore. Poi comincia la parte più difficile: la promozione. Anche qui non ci piace stare con le mani in mano, c'è la promozione online e quella offline. Cerchiamo di partecipare ad eventi, fiere e presentazioni, facciamo volantinaggio, si cerca di inserire gli autori in radio per interviste, persone che vogliano recensire i nostri libri e promuoverci. Ci occupiamo di disturbare le librerie finché non otteniamo una collaborazione ;-) Tant'è che in meno di 2 anni di attività, abbiamo una collaborazione diretta con più di 30 librerie (che ospitano i nostri libri, a volte mettendoli in vetrina a rotazione), più un grande distributore che è la Libro co. E che sta facendo un buon lavoro perché vende alle librerie sue affiliate i nostri libri e riduce in pochissimo tempo l'arrivo dei libri nelle librerie. I lettori infatti possono ordinare i nostri libri in tutta Italia, non solo nelle librerie, ma anche nelle edicole e persino all'estero, e i nostri libri arrivano dovunque nel giro di 48 ore.

Per pubblicare un romanzo con la Butterfly Edizioni, quali sono le qualità che deve avere un romanzo?
Innanzitutto deve essere una bella storia, una storia in cui è facile riconoscersi, una storia che sembri quasi “vissuta”, in cui il lettore può entrarci dentro e non voglia più uscirci... Il libro deve saper stregare, perché poi se ci sono errori e piccole incoerenze queste si possono sistemare. La storia deve quindi saper emozionare e i personaggi quando parlano tra di loro nei discorsi diretti devono sembrare reali, se i personaggi possono essere come la gente che ci circonda e con cui abbiamo a che fare, significa che è una buona storia.

Quanti libri sono stati pubblicati finora dalla casa editrice?

Direi un buon numero, al di là delle mie aspettative. In un anno e 6 mesi di attività sono stati pubblicati 15 libri, entro la fine di dicembre sono previsti altri 7 libri.


Parlaci dei romanzi che tu personalmente hai scritto e pubblicato.

La primissima cosa che ho pubblicato è una raccolta di poesia uscita quando avevo 17 anni, dopo essere risultata vincitrice a un concorso letterario internazionale. Poi a 22 anni uscì il mio primo vero esordio: “Prendimi l'anima”, che vede 5 ristampe e 2 edizioni. Con la Butterfly Edizioni ho deciso di pubblicare: “Tentazioni” e “Al di là di te”, due romanzi a cui tengo moltissimo. Sono romanzi che ho scritto in pochissimo tempo, due storie completamente diverse: in una si gioca molto con l'ironia, nell'altra uso la drammaticità. Entrambe però trattano argomenti difficili: come l'aborto, i tradimenti, l'anoressia, le incomprensioni, la tricotillomania, la violenza familiare o del partner. Oltre la parte psicologica dei personaggi che mi piace curare molto, cerco anche di dare un messaggio ai lettori... ma preferisco che siano le recensioni a parlare per me di queste storie!:-)

Progetti futuri della Butterfly Edizioni?
Progetti futuri ce ne sono tanti... Butterfly Edizioni vuole crescere sempre più, vuole accogliere tanti nuovi autori e anche tanti nuovi lettori... In corso abbiamo diversi concorsi: “Impronte d'amore”, il concorso letterario internazionale per racconti d'amore; “Condividi un'emozione: diffondiamo il piacere della lettura”, un concorso che prevede la pubblicazione delle emozioni dei lettori raccolte in un'antologia, ogni 100 copie vendute 10 saranno regalate a perfetti sconosciuti che non amano la lettura; “Una foto con i libri Butterfly Edizioni” con cui i lettori oltre a vincere diversi premi possono entrare a far parte di uno spot pubblicitario. Poi in progetto abbiamo diversi concorsi sia per autori che per lettori... vi anticipo solo che il prossimo concorso sarà molto divertente e nessun editore l'ha ancora fatto!:-)
Per restare sempre aggiornati potete seguirci nella pagina fan di facebook, oppure nel sito: www.butterfly-edizioni.com  

mercoledì 18 luglio 2012

Recensione del romanzo "In viaggio con te" di Nadia Boccacci

Ho sempre pensato che l'amicizia fosse un sentimento davvero unico e puro, qualcosa di indissolubile, forse il vero amore della nostra vita, e se coltivato al meglio e rispettato fino alla fine, tutto diventa magia, e molte volte è come un colpo di fulmine, basta guardarsi negli occhi per un istante, scrutarsi un pochino per capire che quella che hai di fronte, è la tua anima gemella, quella con cui condividere ogni piccola cosa della tua vita.
Questo dolcissimo colpo di fulmine avviene alle protagoniste di questo romanzo, "In viaggio con te" di Nadia Boccacci edito dalla Butterfly Edizioni, che narra la storia di due  ragazzine Linda e Vale, che si incontrano tra i banchi di scuola.
Quella mattina a scuola, c'era un posto vuoto nel banco che occupava Vale, ormai dai primi giorni di scuola, ed è proprio Linda ad occupare quel posto vuoto accanto a lei, ed è subito amore a prima vista tra loro, forse un segno del destino.
I ricordi di loro, che giocavano a disegnare con il gesso la campana, in uno spiazzale che si trovava a metà strada fra casa di Linda e quella di Vale, i primi amori, l'università, condividendo tutte quelle cose che fanno parte di un rapporto tra due amiche del cuore, e tutto questo le rende uniche e sempre più unite.
Ma il destino ahimè, crudelmente le divide,  Linda aveva ancora tutta una vita davanti, purtroppo però,  muore a soli ventitré anni, per colpa di una malattia crudele, come il cancro, lasciando così, sola nel suo dolore incolmabile Vale, che si strugge per la perdita della sua migliore amica a tal punto da domandarsi "Perché lei e non io".
Descrivere le emozioni che mi ha trasmesso questo romanzo è molto difficile per me, perché penso che ogni parola possa risultare banale, mi ha commossa fino alla fine, vivendo insieme alla protagonista quel dolore di una donna ormai adulta che a distanza di anni, vive nel ricordo di un'amica a cui lei teneva molto.
Lo stile del romanzo è particolare, come se fosse diviso in due storie parallele.
La scrittura dell'autrice, è ricca e delicata, affrontando una tematica alquanto difficile, è riuscita a scrivere un romanzo che secondo me, non deve essere svelato più di tanto nel descriverlo,  va assolutamente letto, perché solo così riuscirete anche voi a a capire il vero significato di questa dolcissima frase "Amiche per sempre", e delle splendide emozioni che sono racchiuse in questo romanzo, pronte ad arrivare nel cuore di ogni lettore.

domenica 15 luglio 2012

Recensione del romanzo "I custodi del destino" di Maria Teresa Steri

I custodi del destino, romanzo d'esordio di Maria Tesera Steri, parla di  una giovane ex consulente d'arte,  Alessandra, che si ritrova quando è nel dormiveglia, improvvisamente balzata in una serie di sogni, che la catapulteranno in ricordi o avvenimenti che non centravano nulla con la sua vita.
Comincia così ad avere molti disagi, tanto da provocare in lei molte fobie.
Suo marito e sua cognata la costringono, essendo preoccupati per lei, ad andare da uno psicanalista, che afferma che Alessandra è affetta da "Agorafobia".
Ossessionata da tutta questa storia, Alessandra smette di andare dal terapeuta e cerca di scoprire che cosa le stava accadendo, così inizia a cercare informazioni su internet.
Alla fine si mette in contatto con una signora, Alba, di Roma, che vive a Trastevere, che afferma di poterla aiutare  a scoprire  il perché di tutto ciò, perché lei sapeva benissimo cosa le stava succedendo.
Quando però, Alessandra fugge dalla sua città per incontrare la signora Alba, all'arrivo a Roma, scopre che l'anziana signora però è deceduta in circostanze misteriose.
Si imbatte così nella scorbutica figlia adottiva di Alba, Nicoletta, detta Melodia, che la ospita per un po'.
Scopre che la vecchia signora apparteneva ad una misteriosa associazione culturale chiamata Komol, alla quale, la signora Alba aveva lasciato tutti i suoi beni.
Cercherà così di scoprire che così nascondeva l'associazione Komol.
Il romanzo mi ha colpita moltissimo, la storia è appassionante e ricca di colpi di scena, e molto originale, l'autrice scrive in un modo molto fluido, nonostante tutto la tematica del romanzo non sia semplice da trattare, come la reincarnazione.
Ho trovato originale il modo di intitolare i capitoli con i nomi delle carte dei tarocchi.
Spero di leggere altre opere dell'autrice Maria Teresa Steri.

"Il Cavaliere d'Africa" di Ilaria Goffredo

Titolo: Il Cavaliere d'Africa
Editore: 0111 Edizioni
Autore: Ilaria Goffredo
Pagine: 296


Selene è una ragazza italiana come tante. 
Un giorno parte per il Kenya, destinazione Malindi, per lavorare come volontaria in una scuola professionale. 
Si innamora dell'Africa, ma anche di Edward, un giovane insegnante kenyota bellissimo, passionale e istintivo. 
Tra loro esplode un amore travolgente, viscerale, ma anche difficile a causa delle grandi differenze culturali. Insieme affronteranno l'Africa travagliata e magica, con i suoi colori e la sua vivacità, alternando la povertà e la morte a momenti di passione impetuosa e a volte quasi violenta, che li unirà in un'anima sola. 
Il diario di un viaggio nel cuore dell'Africa, il diario di un viaggio in fondo al cuore. 
Una storia che continuerà con la promessa legata a un anello dalla pietra blu.


sabato 14 luglio 2012

"Tulipani D Ghiaccio" di Damien Lantis


Titolo: Tulipani D Ghiaccio
Autore: Damien Lantis

TULIPANI D GHIACCIO è un thriller ambientato nella Manhattan più estrosa e controversa. Mostrerà che niente e nessuno è come realmente sembra.. Tra lusso irrefrenabile ed efferatezza disumana.  

La frenetica vita di Manhattan, non lasciava spazio ad alcun problema di sorta nella New York più modaiola.. Quella dei party, delle sfilate, degli eventi esclusivi. Fino a quando, rientrando nel backstage dopo l’ultima passerella della serata, la modella d’onore sparisce inspiegabilmente.. Un folle inizia a seminare il panico, sequestrando l’elite femminile che adorna la splendida città Newyorkese. Per avallare l’ipotesi che piove sempre sul bagnato,un secondo killer complica ulteriormente la vita alla squadra omicidi, rendendo ancora più intricata la matassa creata dai pochi indizi lasciati sui luoghi dell’ipotetico decesso. Ma a ridosso del teatrino creato dai sicari, qualcuno tesse i fili d una congiura decisamente più articolata e diabolica.


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Recensione del libro "Bianco e Nero" di Filippo Gigante

Bianco e Nero, libro d'esordio di Filippo Gigante, parla di Alex, un ragazzo giovanissimo, che all'età di dieci anni rimane orfano di padre, strappato via dalla sua vita, per un "male" che purtroppo quando bussa alla tua porta, si impadronisce completamente di te fino a spazzare via la tua vita.
Vive con sua madre Marina, una donna ormai assente nella sua vita, è molto attaccato alla figura dei nonni paterni, con i quali infatti, passa molto tempo, seguendo i consigli e le perle di saggezza che suo nonno Sato, gli regala ogni volta.
Il romanzo scorre molto velocemente, grazie ad una buona capacità di scrittura dell'autore, che ho trovato soprattutto molto profonda in molti punti del libro.
Mi ha colpita il modo in cui l'autore descrive gli stati d'animo del protagonista, quel vuoto interiore che ormai si è impadronito di lui, e proprio per questo va alla ricerca disperata del suo "IO".
Mi piace molto il modo di voler comunicare al lettore, il suo pensiero sull'amore, sulla vita, e sui legami d'amicizia.
E' un libro che mi ha fatto riflettere molto, per il suo modo di vedere la vita, dove ogni piccola cosa può essere speciale, e che proprio quelle piccole cose, vanno sempre vissute al massimo.
Mi sono persa nei dolci ricordi di un padre che raccontava al proprio figlio storie fantasiose, immaginando quella camera da letto tappezzata di disegni, con tutti i protagonisti delle storie che gli raccontava.
Penso che un libro debba lasciarti qualcosa dopo averlo finito di leggere, e soprattutto, deve trasmettere molto, proprio in questo romanzo mi sono ritrovata spesso a tu per tu con delle scene descritte, vivendole in prima persona, come ad esempio, quando Alex parla di suo padre, mi sono immedesimata nei suoi ricordi, dove purtroppo la perdita di un padre, lascia quel vuoto che niente e nessuno può colmare.
Personalmente quando un libro mi emoziona, mi viene la pelle d'oca, ed è quello che mi è accaduto leggendo questo romanzo.
All'interno ci sono dei disegni in bianco e nero che particolarizzano molto la storia.
E' un libro che consiglio assolutamente di leggere.


"Vorrei sedermi sulla riva del mare e contemplare un`alba o un tramonto. Vorrei tanto perdermi nei pensieri più felici, così da vivere serenamente ogni giorno... anche se sono sempre le tempeste a smuovere le nostre vite" 

giovedì 12 luglio 2012

Intervista a Vincenzo Monfregola autore della silloge "Follia"

Vincenzo Monfregola
Ciao Vincenzo, parlami di te
Ciao Antonietta e ciao a tutti voi che leggete, beh praticamente mi chiedi chi è Vincenzo Monfregola… ma Vincenzo è un ragazzo che nasce a Napoli nel giugno del 1976, frequenta l'Istituto Tecnico Industriale e ne consegue il diploma, attualmente lavora come impiegato presso un'azienda di archiviazione.

Come nasce questa tua passione per la scrittura?
Nasce dall'età adolescenziale, sai quando hai un mondo in subbuglio che ti urla dentro, quando praticamente sei alla continua ricerca del proprio “io” che sfiora la fede e si ritrova a combattere con la propria anima. Ne ho preso coscienza poi dopo e gradualmente, capii che bisognava raccontarsi per condividere emozioni comuni a chi avesse indossato le vesti di lettore, una sorta di confronto di idee.

A quanti concorsi letterari hai partecipato?
Tanti, pensa che è dal 2000 che ho preso parte in concorsi letterari; posso citarne alcuni, magari i più importanti, iniziai classificandomi al Terzo Posto alla II^ edizione del Premio di Letteratura Centro Studi Michelangelo con l'opera "La mia perla", poi ci fu il Primo Posto all'XI Edizione del Premio "Megaris" di Napoli con la poesia "Maschera"; di seguito, con altre opere, ottenni segnalazioni d'onore a più concorsi.
Tra le ultime partecipazioni  c'è la IV^ edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa "Io Racconto" di Firenze dove vengo pubblicato nell'antologia con  la poesia"Mai papà…" e la lettera "A te, nonna Lina". Ho Vinto, poi, con l'opera " Ricordi sbiaditi di una vita vissuta" il Concorso di Rupe Mutevole Editore, di notevole rilievo il "II° Concurso de Poesia Miguel G. Teijeiro" de la Biblioteca Pùblica Municipal en Spain, mi sono messo in gioco fuori patria, confrontandomi in Spagna con le mie poesie " En el tiempo de los girasoles - La claman crisis - Una ecrucijada".

Quante opere hai pubblicato?
Tante in antologie, ma veramente tante, tra tutte posso citare quella che mi sta più a cuore e si tratta di un'antologia scolastica "Nuove gemme letterarie" di Carello Editore per la quale ho scelto di pubblicare " Vita", " Maschera", "Momenti"  e "D'amore.. una luna". Poi c'è stata la prima silloge nel 2001"Nel tempo dei girasoli" edita dalla casa editrice LER, una raccolta nata per un progetto del tutto rivolto alla solidarietà infatti tutt'oggi è protagonista per contribuire a facilitare in qualche modo chi ha una vita non proprio facile perché affetto da gravi malattie genetiche, infatti parte del ricavato andrà all'AIMPS (Associazione Italiana Mucopolisaccaridosi). Infine c'è "Follia" con la casa editrice R.E.I. edita da pochissimi giorni, mentre nei prossimi mesi sarò presente nella raccolta editoriale "Trasfigurazioni" con Rupe Mutevole Editore, una silloge di 20 poesie, è un progetto che compara varie regioni d’Italia e che da la possibilità a noi emergenti di esser letti e conosciuti in più fronti e da una buona quantità di lettori.

E' uscita da poco la tua nuova silloge, parlami di "Follia" edita da Edizioni REI
Per "Follia" posso dirti che versi e toni sono completamente maturati, ti ritrovi con un poeta più toccato dal tempo, tratto temi personali e per niente scontati, con questo testo ho ritrovato la forza di spalancare le porte alla vita, c'è un'animo toccato dagli avvenimenti ma solo il lettore attento riuscirà a capirne il vero senso; i versi di "Follia" sembra ti dicano delle cose ma vanno ben oltre ogni aspettativa.

Perché questo titolo?
Perché… essere autentici e quindi cogliere sé stessi giovando di tutto quello che è "vita" agli occhi dei canoni sociali, per quanto aperti e disinvolti possano essere, oggi equivale a esser folli. Sono pochi i coraggiosi che si vivono, ma ci sono e non osservano gli "standard" ecco perché sembrano folli.

Cos'è per te la follia?
Ma sai la follia è del tutto personale, posso dirti che per me esser folle significa essere me stesso, e quindi respirare dell'aria che ci circonda, apprezzare i colori della vita di qualsiasi tonalità essi siano, ne traggo il senso e lo assorbo per quello che è,  è fare tesoro della natura che vive in ognuno di noi… esser folle significa esser autentici e porsi per come si è, buttando le formalità e i manuali del bonton e tutte quelle cose lì… essere folle è godere di tutto quello che la vita ci ripone ai nostri cuori, e lo si apprezza e lo si assorbe in modo autentico con la semplicità dei sensi e non con l'apparenza dei diamanti.

mercoledì 11 luglio 2012

Ricordi sbiaditi

Scrivo di te, anche se non ho molti ricordi.
Ne ho alcuni, ma la maggior parte sono sbiaditi, gli unici ricordi che ho davvero di te, sono tutti negativi.
Quasi tutti hanno dei bei ricordi sui propri genitori, io no, non un ricordo di te, non posso dire "ricordo quando da bambina mi spingevi sull'altalena ed io felice, ridevo come una pazza", no, io non posso dirlo.
Pensando a te, mi viene sempre in mente una canzone dei Modà, "Padre astratto", sì, proprio così, tu per me sei sempre stato un padre astratto, un fantasma.
Tutti commettiamo degli errori, tutti abbiamo dei problemi, ma io penso che dal momento in cui, una persona ha un figlio, dovrebbe trovare almeno uno stimolo per cercare di stare vicino ai propri figli e non cadere a picco nei propri vizi.
Non ti ho mai odiato, anzi, quando tutti parlavano male di te, io ti difendevo, perché pensavo che nonostante tutto mi volessi bene, avevi solo un problema, uno di quelli che alla fine col passare del tempo, ti fanno perdere tutto, perché nessuno è disposto a subire l'intemperanze di una persona che della sua vita ne sta facendo uno schifo, solo per il gusto di farsi un goccetto di più, e non hai mai pensato, che goccio dopo goccio, ti allontanavi da me, dalla tua famiglia.
Hai preferito l'alcol a me!
Ti ricordo sempre così, ubriaco che venivi a cercarci, e mamma che ti mandava via perché aveva paura che tu potessi farci del male... ho solo questi di ricordi...
Che ci faccio io, con questi ricordi?
Volevo un padre che mi amasse, e invece ti ho perso perché non hai avuto le palle di buttare quella bottiglia...te ne sei andate, per sempre...
Però...nonostante tutto, non riesco a odiarti...e sono sicura che, da lassù, tu mi guardi...

domenica 8 luglio 2012

Intervista a Fax e Stella Ada Rossetti de "Il coraggio di Fax"

Stella Ada Rossetti
Ciao Fax, parlami un po’ di te.
Innanzitutto Bau.
Questo è il mio modo per salutarti e ringraziarti per avermi accolto nel tuo cuore, e anche per aver letto la mia triste storia. Io sono di colore bianco, con qualche macchiolina nera qua e la. Tempo fa, io ero molto vivace, e scodinzolavo sempre perché Leila, la mia bambolina, giocava sempre con me. Adesso vivo per strada, e spesso rimango a digiuno anche per giorni se non c’è, la benevolenza di qualche umano disposto a offrirmi qualcosa. La vita con me è stata ingiusta ma tutto sommato io sono felice ugualmente, perché apprezzo le piccole cose della vita. Ad esempio, adesso apprezzo te, perché leggendo la mia storia, hai deciso di raccontarla ad altri, che sono sicuro, faranno altrettanto.
Adesso ti sto scodinzolando, e dando un bacino.

Che cosa hai provato quando il tuo padrone ti ha scaricato sull'autostrada?
Io credevo che John volesse portarmi a fare un giro, invece, quando ha imboccato l’autostrada, ho cominciato a percepire una strana tensione nell'aria.
Ho cercato di inseguirlo fin quando ho potuto, ma poi, stanchissimo e fuori allenamento ho dovuto rinunciare.
Ho provato una strana emozione, forse inquietudine.

Che cosa pensi degli esseri umani che si comportano così con gli animali?
Gli umani cattivi, sono quelli che a Natale per far felice una fidanzata le regalano un cucciolo che poi abbandona com'è accaduto a me in estate. Gli umani cattivi, però, sono anche quelli che con lo sguardo severo, per strada, cercano di spaventarti per allontanarti. Gli umani cattivi sono quelli che sfruttano il prossimo. Sì, ho detto proprio il prossimo, perché loro non possono sentirmi, ma io parlo, io comunico, io soffro.
Io provo molta pena per queste persone mia nuova amica, perché loro non sanno godersi le cose belle della vita.

Perché hai cominciato a diffidare dell'essere umano?
Ho diffidato di loro quando uno di loro mi ha chiamato “Bastardo”. Non so ancora cosa vuol dire questa parola possente ma non potrò mai dimenticare il tono in cui lui me l’ha detto purtroppo. Il suo sguardo era così cattivo, mi ha spaventato. Da quel momento ho cercato di girare a largo da loro.

Ora sei felice?
Sì, ora sono felice ma non ti dirò il perché.

Ciao Stella, perché hai scritto questa bellissima storia?
Ciao Antonietta, spero che l’amico immaginario ti abbia fatto anche sorridere in alcuni momenti, e non solo piangere.
Ho scritto questa storia in un momento di euforia credo. In realtà l’idea iniziale era che il cane protagonista si evolvesse e che sottomettesse il genere Umano, per fargli capire cosa si prova a essere rinchiusi all’interno di una gabbia, costretti alcune volte a lottare contro i propri simili per sopravvivere. Tutto questo mi è venuto in mente mentre guardavo lo spot di Bau Miao, un’anteprima del programma.

E' difficile mettersi nei panni di un pelosetto, tu ci sei riuscita alla grande, come hai vissuto la stesura di questo racconto?
Ti dico che in tre giorni io ho scritto questa storia, mi ci sono affezionata e adesso addirittura mi manca scrivere di lui, era parte di me a tal punto che sono arrivata a una conclusione: “Dentro di ognuno di noi c’è un cane e non un fanciullino come vogliono farci credere da qualche tempo”.

Se dovessi lasciare un messaggio a chi ha questo tipo di comportamento sugli animali, cosa gli diresti?
Che si guardassero le spalle, perché io sono sempre in agguato. Innanzitutto gli farei provare una a una tutte le sofferenze che lui/lei ha inflitto al cucciolo, e poi chiamerei la polizia. Li farei chiudere in gattabuia, perché purtroppo le persone non cambiano.

Dedicato a tutte le donne "Donne in rinascita" di Jack Folla

Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa più bella in assoluto è la donna in rinascita. Che invece di dire: Oddio è finita,
dopo la caduta, si rimette in piedi. No, per una donna, non è finita mai. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede,
anche se non vuole. Non parlo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo prodotte dalla morte o dalla malattia, parlo semplicemente di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola. Di te, implacabile giudice di te stessa,
che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi dannare. Che è così ogni giorno, che questo noviziato non finisce mai, e sei tu che non lo sai fermare. Oppure parlo di te,
che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo, che hai paura che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che uno s'intrometta nella tua vita.
E se ci rimani presa in mezzo è un guaio, soffri come un cane perché hai poche armi per difenderti. Tu che sei stanca
perché c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che decidi tu di cambiare, per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa. Eppure te la racconti, lo ripeti quando parli con le amiche: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così" e il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure di te, che con quel ragazzo ci sei andata a vivere, che ci hai abitato insieme Natali e Pasque. Tu che in quell’uomo ci hai buttato dentro l'anima; che ci hai speso tutto il tuo tempo e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia finita, ora sei qui e so che c'è stato un momento
che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Ci stavi stretta nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ed è stata crisi. Hai pianto. Tu, di certo tu e anche tu…“Dio quanto piangete, donne!” “Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.”
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente e non potevi trattenerti. Ricordi quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato dentro di te, hai parlato, parlato. “Quanto parlate, ragazze!” Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore."Perché faccio così?”
“Come mai ripeto sempre lo stesso schema?” “Sono forse pazza?"
Non temere, se lo sono chiesto tutte. E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia,a due,a quattro mani,e saltano fuori migliaia di tasselli di un puzzle inestricabile. Ecco, è qui che inizia tutto.
Non lo sapevi? È da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque, una donna ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti. Cercherai una strategia, dovrai inventarti una forma diversa per la nuova te che rinasce. Perché ti è toccato di presentarti di nuovo a te stessa, non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.Non ti entusiasma la faccenda?
Non preoccuparti. Ti avvincerà lentamente. Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere, ma quando va, non lo ferma nessuno. E' un'avventura, ricostruire se stesse, la più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende
o dal taglio di capelli. Vi ho sempre ammirato, donne in rinascita,
per questo meraviglioso modo di gridare al mondo: "SONO NUOVA"
con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono capire e vedere: "che, attenzione, il cantiere è aperto.”
“che stiamo lavorando anche per voi.”
Ma soprattutto per noi stesse. Una donna in rinascita è un grande miracolo, più dell’alba, più del sole di mezzogiorno, È la primavera a novembre, che arriva quando meno te l'aspetti.


"Donne in rinascita" di Jack Folla




Recensione del libro "Il coraggio di Fax" di Stella Ada Rossetti

Il coraggio di Fax, è un racconto inventato dall'autrice, ma guardando bene in faccia la realtà è molto reale purtroppo, in cui ovviamente nessun essere umano ci si può immedesimare, perché molte persone non sanno cosa vuol dire, soffrire per un "padrone" sbagliato!
La storia che la giovane autrice Stella Ada Rossetti ha voluto narrare in questo bellissimo racconto, parla di un piccolo cagnolino di 5 anni, che vive con una famiglia a dir poco incredibile, ma non nel senso di "meraviglioso", ma bensì dei veri e propri mostri.
E' una storia molto commovente, e mi ha colpita il modo in cui l'autrice ha impostato il racconto, perché è proprio il piccolo Fax che ci racconta le sue disavventure.
Purtroppo in questo mondo c'è molta crudeltà, e a me personalmente questo racconto ha colpito, perché sono contro il maltrattamento e l'abbandono degli animali.
Sapete come ci si sente ad essere preso a calci?
O ad essere chiamato "bastardo vai via"?
Alcuni non lo sanno, perché gli animali a noi esseri umani non riservano questo tipo di trattamento, anzi, loro con i loro dolci musetti, le loro zampine a volte enormi oppure minuscole, la loro codina adorata, cercano di regalarci tutto quello che manca molte volte a loro stessi, ossia "l'affetto"!
Mi sono affezionata al piccolo Fax, questo piccolo peloso, che vaga per le strade disperato in cerca di un essere umano che si prendesse cura di lui, anche se l'esperienza che si portava dietro lo aveva fatto diffidare dalle persone.
Mi sono commossa leggendo le righe di questo racconto.
Spero veramente che faccia riflettere molte persone.
Voglio fare i complimenti all'autrice, perché non è facile mettersi nei panni di un piccolo pelosetto, che invece di essere maltrattato dovrebbe essere trattato come un essere umano, ovvero accudito e amato.

SCHEDA DEL LIBRO: http://antoniettaagostini.blogspot.it/2012/07/il-coraggio-di-fax-di-stella-ada.html

 PER LEGGERE IL RACCONTO GRATUITAMENTE: http://stellaadarossettistorie.blogspot.it/

"Il coraggio di Fax" di Stella Ada Rossetti

Titolo: Il coraggio di Fax
Editore: Stella Magazine
Autore: Stella Ada Rossetti
Pagine: 61


Io sono Fax, un cagnolino di strada che fino a qualche settimana fa viveva con la sua famiglia.
John si è sbarazzato di me senza alcun motivo e ora sono solo.
Mi chiedevo se tu visitatore di questo blog ti andava di accogliermi nel tuo cuore. Io non chiedo molto, solo una lettura veloce, affinché questo testo che racconta la mia vita possa aiutarti a cambiare. Tu puoi essere diverso da tutti gli umani cattivi ed egocentrici che popolano questa terra. 

Io che ho scritto questo piccolo libro che mi sono auto-pubblicata sul mio blog ho capito una cosa essenziale mentre estendevo il testo, e voglio a tutti i costi che pensiate a questo mentre lo leggerete "In ognuno di noi c'è un cane e non un fanciullino come hanno voluto farci credere in molti".

sabato 7 luglio 2012

Intervista doppia, agli autori del romanzo "Il bacio di vetro"


Carissimi lettori, per me è un piacere ospitare i due autori del romanzo "Il bacio di vetro", Adrena e Oliviero Angelo Fuina.
Credetemi, per me questa intervista è davvero speciale, perché mi piacciono le persone come loro, persone solari, scherzosi, e poi se dovessi scrivere tutti gli aggettivi con i quale vorrei definirli, non finirei più!
Mi ero già innamorata del loro romanzo, ed ora sono pazza di loro!
o       
        Ciao Adrena, ciao Oliviero, e benvenuti nella mia rubrica. Parlatemi  di voi, e di come vi siete conosciuti?

Oliviero: Ho conosciuto Adrena otto anni fa, in un sito di poeti. A quei tempi lei teneva le redini organizzative di un progetto antologico di poesie a scopo benefico e, da subito, mi aveva dato l'impressione di una martire devota alla causa e propensa al sacrificio sugli altissimi altari dell'Ego dei poeti partecipanti. Siccome io agisco con empatia, mi sono messo nei suoi panni riuscendo così, in modo spontaneo e naturale, ad   avvicinarmi a lei. E dato che tra i suddetti panni c'erano anche delle  gonne, ho dovuto di conseguenza depilarmi. Comunque il reciproco rispetto e la reciproca stima artistica sono stati fondamentali per instaurare subito una ludica affettuosità, a suggello di un'alchimia di personalità altrimenti improponibili.

Adrena: Come già detto da Oliviero ci siamo conosciuti in un sito letterario. In questa realtà virtuale ognuno è libero di inserire poesie e racconti brevi per poi essere commentati e “criticati” da altri autori che si aggirano nella “fossa dei leoni”. Non esagero nel considerare questo sito come tale, lo è davvero! Infatti, dopo aver organizzato due raccolte antologiche, coinvolgendo circa sessanta autori per volta, ne sono uscita di corsa e volutamente.  Approfitto per aprire una parentesi e rispondere ad Oliviero riguardo alle gonne. Mio caro, lo sai da tempo che è un indumento che non amo in particolar modo, chi porta i pantaloni sono io. 

Avete scritto un romanzo insieme, un romanzo eccezionale a mio avviso. Da chi è partita l'idea di questo progetto insieme?

Oliviero: Io penso sia partita da una peperonata o un'abbondante impepata di cozze. Causa naturale, suppongo, di un'obbligata insonnia di Adrena che ha partorito (intendo l'insonnia) questo machiavellico progetto. Lei aveva già il suo personaggio e un incipit di storia già scritta ma gli mancava il maschietto da coinvolgere e il malcapitato di turno più a portata di tastiera immagino sia stato il sottoscritto. Siccome entrambi amiamo complicarci la vita, perché se no non siamo contenti, (ci sembra di rubare il pane all'esistenza), per divertirci ci siamo imposti il modus operandi di reali e-mail incrociate. A sorpresa dell'altro/a abbiamo semplicemente lasciato fuoriuscire una trama rimasta sconosciuta a noi stessi, nell'evolversi del testo,e fino all'ultima pagina. Facendo questo ci siamo davvero emozionati e ci siamo fatti anche molti dispetti rompendo di volta in volta le ovaie, pardon, le uova, nel paniere dell'altro. 

Adrena:  Questa domanda non può che avere una sola risposta: le idee migliori sono quelle delle donne; e per rimanere in tema e riallacciarmi alla precedente risposta semplifico dicendo “quelle donne, ovviamente, che sanno portare i pantaloni”.  Nuova parentesi: Olivieroooooo, ti concedo le ovaie e mi prendo i… pantaloni. Cosa avevi capito? Se c’è una cosa alla quale non rinuncerei mai è la maternità. 

Liol e Luana, si conoscono nel web e nasce su una sorta di storia. Cosa ne pensate di questo modo che hanno le persone di approcciarsi al mondo, comunicando dietro uno schermo, riuscendo comunque a provare emozioni. 

Oliviero: Paradossalmente proprio il fatto di essere dietro uno schermo e non mettere in gioco limiti auto-percepiti (più o meno oggettivi) libera le ali alle emozioni che nascono interiormente, a prescindere. Aggiungiamoci l'ormai inflazionato "fascino dello sconosciuto", la presunta impunità a trasgressioni che rimangono nel privato del virtuale e quindi non in conflitto palese e visibile col mondo "reale".

Adrena: Il modo di comunicare è cambiato già da diversi anni. Proseguendo sulle “ovaie” posso dirti che prima di concepire e partorire l’idea de “Il Bacio di vetro” avevo letto un articolo di stampa che mi aveva incuriosito molto. La notizia riguardava i giovani ragazzi e quanto trovassero più semplice parlare di tutto virtualmente o tramite chat e di quanto, invece, trovassero difficile allacciare delle relazioni vere. Rapportando tutto questo al romanzo, e non essendo più una ragazzina, ho preferito utilizzare il mezzo delle e-mail perché mi ricordavano di più le vecchie lettere di un tempo. Sebbene non sappiamo chi ci sia realmente dall’altra parte dello schermo, devo dire che con Oliviero sono stata fortunata e che tra noi è nata una meravigliosa amicizia che dura da diversi anni. 
Oliviero, già otto candeline? Come passa il tempo… 

Quanto c'è di voi nei vostri personaggi? 

Oliviero: In Liol (nome atroce voluto fortemente da quella distubata della mia amica che ha una totale avversione e idiosincrasia ai tanti bravi Santi che vivono nelle caselle del calendario), anagramma non casuale di Olli, ci sono io in parte prevalente. L'io che esisteva ai tempi dello scrivere a quattro dita (visto che per essere onesti sono solo gli indici che usiamo di una mano per scrivere... mica siamo dattilografi!) e molte teste (dato l'rrefrenabile schizofrenia d'identità nata dall'immergerci in ulteriori mondi da esplorare comunque e sempre in prima persona).

Adrena: Molti tra i lettori mi hanno fatto questa domanda, compreso mio fratello Giuseppe e tra questi posso dirti che la maggior parte è stata di genere e sesso maschile. Qui la domanda nasce spontanea… quale parte di me hanno trovato in Luana? Chi sarà mai Rossella l’amica tanto provocante e sessualmente spinta? Non c’è niente di me in Luana, né meno che mai in Rossella, ma qualcosa di me c’è, poche righe di spiegazione nel personaggio di Francesca, la sorella di Luana. Questo romanzo nasce da una sfida personale - ho voluto per una volta lasciar vivere al personaggio la sua storia. Non è stato facile non farsi coinvolgere ma era proprio l’obiettivo che mi ero prefissata. Più che la storia in sé, che si è svolta e-mail dopo e-mail e senza mai essere concordata, ho lasciato al mio personaggio lo spazio che merita, quello di protagonista. Sono convinta che i primi libri pubblicati siano a sfondo autobiografico, è come se l’autore abbia bisogno di eviscerare ciò che è rimasto per lungo tempo sullo stomaco. Dopo, però, si può iniziare a scrivere sotto dettatura. 

Avete altri progetti insieme?

Oliviero: Sì. Avevamo questa intervista da fare insieme e finita questa penso ci prenderemo un meritato anno sabBatico di pausa. Quindi non menopausa ma il contrario!

Adrena: In molti ci hanno richiesto la seconda parte de “Il bacio di vetro” non so… vedremo. Io e Oliviero siamo molto cambiati dalla stesura di quel romanzo e non so se sarei disposta a passare un altro anno dietro un computer. Altri tipi di progetti con Oliviero, giuro di non averli, però… potrei autoinvitarmi a casa sua e farmi preparare un succulento pranzetto.

venerdì 6 luglio 2012

"L'amore...All'improvviso" di Antonietta Agostini

  • Titolo: L'amore...All'improvviso
  • Editore: Youcanprint self-publishing
  • Autore: Antonietta Agostini
  • Pagine: 184
  • ISBN:  9788866189947
Marta vive finalmente la sua storia d'amore con Tommaso, una storia tormentata dalle sue solite insicurezze che la porteranno a compiere diversi passi sbagliati e per di più nella direzione opposta a quelli di Tommaso.
Questa volta a distruggere la loro storia l'amore non sarà lei con i suoi errori, ma delle rivelazioni che la metteranno di fronte a delle scelte difficili, provocando in lei la paura di non riuscire ad amare ancora.
Sarà vero che l'amore a volte arriva così, all'improvviso?
O forse l'amore vero non esiste?

"Marta non è cambiata, è sempre la solita sognatrice, che crede nel destino e nonostante tutto, crede ancora nell'amore"


Per Acquistare il romanzo:



mercoledì 4 luglio 2012

La raccolta di tutti i miei Articoli

"Nel tempo dei girasoli" di Vincenzo Monfregola



  • Titolo: Nel tempo dei girasoli
  • Autore: Vincenzo Monfregola
  • Brossura: 128 pagine
  • Editore: LER; LER edizione (2001)
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8882641813
  • ISBN-13: 978-8882641818

Ho deciso di aprire la mia coscienza come un album di vita del tempo che scorre via, una coscienza che si snoda in ritmi quotidiani tra tempo libero, riflessioni ed occasioni che mi portano a scrivere pensieri. Ma più che pensieri, le mie, sono liriche sciolte, temperate da un modo di essere semplice, calamitato da percezioni che spingono l'animo verso nuovi desideri. Pur nutrendomi della natura, cerco di comunicare un pensiero, una traslazione libera, mai inquinata.
Esplicito e sereno come la trasparenza di un'acqua che disseta il prossimo, amo la teologia dei sentimenti nella carezza della sera, nella rugiada di impulsi che accendono il sole, e nella sensazione di una filologia che mi porta a sognare. E' qui che il mio canto vibra solenne in una dimensione universale, laddove sensi, salmi, vangeli, preghiere e beatitudine non son altro che molecole che scivolano sulla mia pelle, quella pelle che attraversa multicolori discernimenti e che tocca il cielo attraverso la sinfonia della parola.

Alla ricerca dell'orgasmo perduto!

Stamattina riflettevo, o almeno ci provavo, calcolando che appena sveglia, prima di connettere il cervello ce ne vuole!
Pensavo al sesso ( Non perché sono una maniaca!) ma giorni fa ho visto un telefilm "Nip/tuck", che devo ammettere l'adoro come telefilm, perché è sfacciato, trasgressivo, e poi eh beh, poi scusate se è poco, ma l'avete visto Christian (Julian McMahon)? Eh su, parliamoci chiaro, non pensate anche voi che sia uno spettacolo d'uomo?
Nell'episodio che ho visto, parlava di una coppia che si stava lasciando andare, lei non riusciva più a provare un orgasmo, e a volte ha finto di arrivarci!
Tempo fa scrissi un articolino sulla ricerca del punto "G" , oggi invece andiamo alla ricerca dell'orgasmo...
Perché ci sono donne che purtroppo, per un motivo o per un altro, smarriscono la strada del piacere, colpa della donna troppo esigente? O dell'uomo un po' sbadato?
Mhm vediamo, analizziamo insieme la cosa...
La donna che fa uso del grandioso Fai da te, non si sa come, riesce a trovare il piacere fino alla fine!
Quando invece è l'uomo a doversi occupare della situazione, la donna non raggiunge sempre l'orgasmo, come mai?
Io penso che ci sono uomini che dovrebbero imparare a comprendere le esigenze della donna, non basta salire sulla giostra, fare un mezzo giro, poi siccome hanno messo un solo gettone, tac la giostra si spegne, e la donna diciamo rimane a bocca asciutta, perché l'uomo poi ovvio usa la classica scusa del "Mi ci vuole un pochino di tempo per riprendermi, poi facciamo un altro giro", ehm uomo, perché dobbiamo aspettare?
Ci vorrebbe un manuale, secondo me l'uomo dovrebbe cominciare a capire l'uso vero e proprio della nostra cosina, non è solo un luogo dove ci si perde per qualche minuto!
La donna, come l'uomo, ha bisogno di sfogare le proprie esigenze fino alla fine di un rapporto!
Ora voglio capire, siamo davvero noi che abbiamo troppe pretese verso il sesso opposto??????
O c'è qualche problemino di fondo????
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