sabato 30 giugno 2012

"Il cuore insanguinato" di Pamela Boiocchi

Titolo: Il cuore insanguinato 
Autore: Pamela Boiocchi 
Editore: Butterfly Edizioni
ISBN: 9788897810018
Pag.: 258
Prima edizione: maggio 2012

Isola di Saint-Christophe, XVII secolo. La giovane e coraggiosa Isabelle, figlia illegittima di un pirata e dell’ormai defunta lady Justine Ravenau, gestisce con la sua domestica Marjorie una locanda, Il cuore insanguinato, meta privilegiata di pirati e criminali. 

Con un pugnale nascosto sotto la gonna e una straordinaria forza interiore, Isabelle è in grado di vivere e di essere felice in un’isola così pericolosa; tuttavia, la sua quiete viene improvvisamente spezzata dall’arrivo dell’Oblivion, nave inglese comandata da lord Taylor Harriss Moore, l’uomo che sua madre aveva tradito innamorandosi del pirata e dando alla luce proprio lei, Isabelle. L’uomo propone alla giovane di allontanarsi da Saint-Christophe e di vivere a St. James of the Plain con lui. Isabelle accetta, e un nuovo mondo si apre dinanzi ai suoi occhi: abiti lussuosi, gioielli, feste. 
Tuttavia, la giovane donna sarà presto costretta a fronteggiare l’ipocrisia dell’alta società, che sa essere anche più pericolosa di un’isola abitata da pirati. 
Intanto, una guerra si profila all’orizzonte: l’isola nella quale è cresciuta e Il cuore insanguinato sono in pericolo. Sarà l’aiuto del misterioso e affascinante Tristan Storm a riportarla a Saint-Christophe per tentare di salvare ciò che ama e, soprattutto, a farle scoprire la passione. 
Un romanzo che ha il sapore antico dei più grandi libri d’avventure, e il fascino di una scrittura che sa parlare dritto al cuore con sensualità ed eleganza.

venerdì 29 giugno 2012

"Follia" di Vincenzo Monfregola

Titolo: Follia
Autore: Vincenzo Monfregola
Editore: REI (Rifreddo)
Data di pubblicazione: 2012
ISBN: 8897362869ISBN 13: 9788897362869

" Mi ritrovo ancora una volta di fronte al lettore, mi rimetto in gioco dopo tanti anni e a dire il vero un po di adrenalina mi prende ma sono felice di essere tornato" .

Versi maturi rispetto ai trascorsi, pensieri dettati ad alta voce con toni idealisti, a tratti, ma che rispecchiano il mio "vivere" più intimo.
Ho scelto di porli ai vostri occhi così come sono, senza impreziosirli con gemme o rubini, porto a voi i miei versi semplici così come sono nati, non amo i paroloni, sono per il contenuto e per i messaggi diretti, quelli che in una sola nota ti tuffano al cuore se di emozioni parlano; spero possiate farne tesoro di aggiunta ai vostri principi…

" Vorrei che la mia poesia fosse per tutti e arrivasse a tanti, affinché ci sia un verso per ogni battito di ali, e spero possa volare per un'unica direzione… verso la vita… quella semplice, quella reale basata sulla sostanza e non sull'apparenza" .


Read more: http://www.edizionirei.com/products/follia/ L'AUTORE:
Vincenzo Monfregola nasce a Napoli nel giugno del 1976 dove tuttora vive  con la propria famiglia. Frequenta l'istituto tecnico conseguendo il diploma in elettronica nonostante le sue attitudini per le materie umanistiche, infatti  per riscattare la voglia di darsi alla letteratura inizia a fecondare attività culturali diventando parte integrante di diverse redazioni giornalistiche e recensioni spesso pubblicate su libri e periodici culturali.
Non disdice di partecipare a concorsi letterari, laddove trova riscontro con altrettante incentivazioni e premi classificandosi egregiamente,  ne citiamo alcuni: II^ edizione Premio di letteratura Centro Studi Michelangelo, Il Molinello di Siena, Premio Megaris di Napoli, Millennium del Cenacolo Vesuviano, Prospektive di Siena, Premio Bufalino di Caserta, V^ edizione del Premio Internazionale "Città Pomigliano d'Arco", XV^ edizione del Premio Internazionale di Poesia "Giuseppe Villaroel" dell'Accademia Costantiniana di Palermo.
Contemporaneamente riesce a pubblicare alcune sue opere in diverse antologie scolastiche, si cita "Nuove gemme letterarie" di Carello Editore, la sua poesia viene recensita descrivendo i suoi versi brevi, agili, eppure straordinariamente intensi e significativi; sanno cogliere la realtà nel disegno dell'anima. Dedicati all'amicizia, all'amore, alla natura, sono il frutto di una poesia che libera il bisogno vitale, disseta e purifica, dipanando i suoi fili luminosi lungo i sentieri del cuore.
Non tardi viene eletto anche accademico d'onore della pregiatissima Accademia Costantinopoli di Palermo da mons. Viktor Busà.
Fonda nel 2001 il Centro Laboratorio Poetico per la crescita della cultura, affinché sia sostegno di solidarietà verso chi ne ha veramente bisogno bandendo diverse edizioni del Concorso Letterario Nazionale di Poesia "Napoli 2001"; segue poi la pubblicazione della sua prima raccolta di poesie in "Nel tempo dei girasoli", testo discutissimo in alcune testate di periodici culturali, recensori definiscono con titoli entusiastici la sua poesia: "Una poetica metafisica", "Sigilli di una poetica trascendentale", "Monfregola e i meccanismi dell'anima", "Sensibilità e impegno sociale nella poesia di V.Monfregola", "Giovinezza e attualità nella poesia di Vincenzo Monfregola".
Continua a lavorare cimentandosi anche in recensioni pubblicate su testi di autori esordienti e si impegna anche in veste di giurato in Concorsi letterari di Poesia e Narrativa.
Ad un certo punto però Vincenzo Monfregola si allontana prendendo distanze da tutto ciò che è "scrivere" depone carta e penna; e solo da pochi mesi si rimette in gioco e lo fa partecipando alla IV^ edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa "Io Racconto" di Firenze dove viene pubblicato nell'antologia con la poesia "Mai papà…" e la lettera  "A te, nonna Lina".
Vince la I^ Edizione del miniconcorso "Un libro con Rupe Mutevole" con la poesia "Ricordi sbiaditi di una vita vissuta", si mette in discussione e punta all'estero presentandosi nella sezione in lingua "Castigliano", ottiene infatti una Menzione d'onore alla II^ Edizione del "Concurso de poesia Miguel G. Teijeiro" in Spain. Arriva, infine, finalista al Concorso Mario Dell’Arco – XVI Edizione con l'opera "E la chiamano crisi".

Recensione della silloge "Lo scrigno dei ricordi senza tempo" di Anna Maria Mustica Raffaele

Ho sempre pensato che l'amore, non è mai perfetto, anzi, alle volte ci fa soffrire, e quando perdiamo un'amore in noi resta solo il ricordo di quell'amore vissuto, e di tanto in tanto i ricordi riaffiorano nella nostra mente.
Sono convinta che per parlare d'amore, bisogna avere un animo profondo, e la capacità di saper descrivere al massimo questo sentimento.
Proprio in questa silloge, Lo scrigno dei ricordi senza tempo, l'autrice Anna Maria Mustica Raffaele, esprime con tutta se stessa, l'amore in tutte le sue sfaccettature, l'amore perduto, l'amore che fa sognare, quel sentimento che molte volte fa soffrire, e altre volte ci rende felici.
Sono sincera, non leggo molto le sillogi poetiche, non perché non mi piacciano i versi dei grandi poeti, semplicemente perché amo di più leggere un romanzo, per un mio gusto personale,  però quando, ho cominciato a leggere la silloge dell'autrice , mi sono persa nelle sue dolci parole, sono poesie delicate, che mi hanno toccata profondamente, perché Anna Maria Mustica Raffaele, ha descritto alla perfezione il modo in cui un pò tutti viviamo questo sentimento, perché l'amore a volte è così, una ricerca disperata di ricordi, e alle volte tutti quei dolci ricordi li teniamo nascosti dentro il nostro cuore, uno scrigno molto prezioso.
Questo dolcissimo scrigno di ricordi, è una raccolta di poesie leggere, ma allo stesso tempo profonde e ricche di sentimento, che sono sicura, arriveranno dritte al cuore del lettore.

domenica 24 giugno 2012

Attimi di felicità

Siamo sdraiati sul letto, abbracciati.
La stanza sembra vuota, un vecchio letto, due comodini usurati dal tempo.
Abbiamo da poco finito di fare l'amore e di saziarci a vicenda.
Mi volto e lo guardo.
Lui così bello, così attraente, ed io che a volte  non mi sento all'altezza della sua bellezza.
Mi fissa, e sorride
Dentro di me, l'amore che provo per lui cresce giorno dopo giorno.
Prendo il lenzuolo e lo avvolgo a me.
   "Perché ti copri?", mi chiede.
   "Perché sono nuda".
   "Anche prima lo eri, mentre stavamo facendo l'amore", sorride.
   "Lo so, ma prima eri eccitato e non ci facevi caso ai miei difetti!", dico coprendomi di più.
   "Quanto sei scemetta, per i miei occhi, tu non hai difetti".
Mi abbraccia e restiamo così per un bel po’.
E' vero, abbiamo appena fatto l'amore, ma come ogni donna, soprattutto una come me, che sono un'eterna insicura, mostrarmi completamente nuda mi mette a disagio, forse è vero, lui mi vede senza difetti, ma io quei difetti li vedo benissimo.
Mi alzo dal letto, portandomi dietro il mio fedelissimo lenzuolo.
Apro la borsa e tiro fuori una sigaretta.
Mi siedo accanto a lui, faccio un tiro e gli dico:
   "Non voglio andare via da qui".
   "Non fare così, dobbiamo andare tra poco. Ti prometto che domani staremo più tempo insieme", dice stringendomi a lui.
Più tempo insieme?
Dice sempre così, ma poi alla fine, stiamo anche una settimana senza vederci.
Il suo telefono squilla.
Si alza e si affretta a rispondere.
   "Pronto", mi fa cenno di rimanere in silenzio.
   "Sono da un cliente. Oggi mi sono dovuto allungare un po’, ma tra poco torno a casa".
Le sue parole mi spezzano il cuore.
Un cliente, io sono un cliente, io per lui sono un qualcosa da nascondere purtroppo, da tenere ben lontano dalla sua vera vita.
Mi viene da piangere, ma trattengo le lacrime.
E così difficile staccarmi da lui, ma ogni giorno ripeto a me stessa che tutto questo è sbagliato, che devo darci un taglio.
Sono passati tre anni quasi, ed io sono sempre qui, con lui, ogni volta che riesce a trovare un piccolo spazio nella sua giornata per me, in questa stanza d’albergo, che ormai comincio a detestarla.
Io vorrei poter cenare con lui, o vedere un film fino a tarda notte, accoccolata a lui, vorrei svegliarmi e vedere i suoi occhi, vorrei cucinare per lui, vorrei fare tutte quelle piccole cose che una donna fa per il proprio uomo.
Lui non sa cosa provo ogni volta che ritorno a casa, senza di lui, mettermi a letto ed immaginare come sarebbe bello dormire con lui, ogni volta che ci dividiamo per me è uno strazio, sento la sua mancanza ogni giorno, ogni notte, ogni istante della mia giornata.
Tutto questo non accadrà mai, perché io non credo nei miracoli!
Mi rivesto, continuo a trattenere le lacrime, sento un groppo nella gola.
   "Rimaniamo ancora un po’", dice lui perplesso.
   "No, voglio tornare a casa, nel mio appartamento, alla mia vita di sempre".
   "Che dici? Che hai?".
   "Basta, non voglio più essere solo la donna che ti porti a letto quando hai tempo, voglio una storia, una vera storia. E con te non l’avrò mai", dico con le lacrime agli occhi.
   "Non dire così, lo sai che per me sei importante, ma che posso fare di più?".
   "Che devi fare?"
   "Sì, dimmelo tu".
   "Molla tutto. Sono stanca di elemosinare le briciole, quelle non mi bastano più. Ti voglio mio, solo mio. Voglio tornare a casa e trovarti lì, voglio averti nel mio letto senza tutta quella fretta di doverci dividere, perché tu devi tornare da lei, da tua moglie!", dico piangendo.
Abbassa lo sguardo, senza riuscire a spiccicare una parola.
Prendo la mia borsa, e mi avvio verso la porta, mi blocco, mi volto verso di lui e gli dico:
   "Sei come tutti gli altri, il classico uomo sposato, a cui piace avere un piede in due scarpe. Sei un vigliacco. Non cercarmi più".
Mi lascio chiudere la porta alle spalle.
Sto facendo la cosa giusta, ce la posso fare, posso stare senza di lui.
Non è vero, so che non sarà facile, ma io sono forte …
Ora basta davvero.
Addio, non posso vivere più di piccoli attimi di felicità, voglio essere felice ogni giorno.






venerdì 22 giugno 2012

domenica 17 giugno 2012

"In ricordo di noi" di Rossella Martielli

Titolo: In ricordo di noi
Editore: 0111edizioni
Autore:Rossella Martielli
Pagine: 154


La vita di Alice scorre tranquilla fino a quando strani incubi iniziano a sconvolgerle le notti e il misterioso ragazzo dagli occhi blu apparsole in sogno inizia a frequentare le sue lezioni. Quando i suoi occhi incrociano quelli di Alex, un oscuro presagio la avverte che qualcosa di terribile sta per accadere nella sua vita. Complici un libro venuto dal passato e un'inquietante leggenda, realtà e sogno s'intrecciano fino all'inevitabile epilogo, quando la morte restituirà un senso a ogni cosa.

sabato 16 giugno 2012

Un estratto del mio nuovo romanzo "L'amore...All'improvviso"


[...]
Vorrei baciarlo in questo momento, ma poi cosa penserebbe di me?
Aspetterò che faccia lui la prima mossa. E se non avesse voglia di baciarmi?
Se non gli fosse passato neanche per l’anticamera del cervello di farlo?
«Marta».
«Oddio scusami, l’ho fatto un'altra volta!», dico arrossendo.
«E questa volta posso sapere a cosa pensavi?», azzarda lui. Certo, perché secondo te, ti dico che sto pensando al fatto che voglio darti un bacio!
«Mah, a nulla, come al solito».
«Nulla? Non credo che quando t’incanti così non pensi a nulla!», ironizza lui.
«Ottima osservazione! Però davvero, non pensavo a niente!».

Bugiarda che non sono altro! Mi fissa ancora, che ansia. Baciami, baciami, baciami.

Ed eccolo, il bacio tanto atteso!
In un attimo sono attaccata alle sue labbra, come ci sono finita non lo so!
E’ successo tutto in una frazione di secondo. Mi avrà letto nel pensiero!
Mi abbraccia, mi bacia, la sua bocca è dolce, morbida, le sue labbra  sfiorano il mio collo, i suoi          baci  sono caldi, appassionati.
Sento i brividi su tutto il corpo. Ho voglia di fare l’amore con lui.
Scavalco dal mio sedile e mi metto accanto a lui.
Siamo abbracciati, sullo stesso sedile, e continuiamo a baciarci, ad accarezzarci.
Le sue braccia sono forti, mi stringe a lui.
È una sensazione bellissima stare qui con lui, adesso.
Le  sue  mani  scivolano  lente  sul  mio  corpo,  mi  spoglia dolcemente e finiamo per fare l’amore.
Qui, in questa macchina, troppo piccola per lui, che sbatte da una parte all’altra, ma è talmente eccitato che quasi non se ne accorge!
I suoi baci si fanno più affannosi, mi mordicchia le labbra, mi accarezza il viso.
Lo sento dolce dentro di me.
Riesco ad  aprire  gli  occhi  per  un  istante,  guardo  fuori  dal finestrino, verso il cielo stellato.
Non immaginavo fosse tutto così bello.
Ci  siamo  solo  noi  e  le  stelle,  quelle  stelle  che  ci  spiano monelle, che guardano ogni nostro piccolo movimento.
I suoi movimenti sono dolci, lenti, non ho mai fatto l’amore con un uomo così in vita mia.


E’ tutto così magico, saranno le stelle, sarà l’aria del mare o forse è  semplicemente lui che è fantastico in 

tutto, nei suoi gesti, nei suoi sguardi, nei suoi sorrisi.
[...]

Edito da: Youcanprint self-Publishing
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