lunedì 29 ottobre 2012

Intervista a Alessandra Paoloni autrice de "La Stirpe di Agortos"


Ciao Alessandra e benvenuta nella mia rubrica. Parlami un po’ di te.
Ciao Antonietta e grazie tante per avermi ospitata nella tua rubrica! Di me c'è da dire che sono una ragazza sognatrice con un particolare sogno da realizzare: quello di scrivere, pubblicare e diffondere così tutte le storie che nascono nella mia mente, e alle quali quindi devo rendere giustizia in qualche modo. Sono inoltre una persona molto timida e riservata, che ama però circondarsi di amicizie vere che non devono necessariamente lodare la scrittura e la lettura come me. Sono inoltre una zia molto indaffarata; non a caso i nomi dei miei quattro nipoti compaiono sempre nelle dediche dei miei libri.
La tua passione per la scrittura, nasce da quando sei bambina, in che modo ti sei avvicinata al mondo della scrittura?
Indubbiamente con la lettura. Da quando ho imparato a leggere, i libri sono stati subito un richiamo per me. Non riuscivo a smettere di leggere libri di testo per la scuola, libri che trovavo nella libreria dei miei fratelli e quelli che mi facevo comprare dai miei genitori. E da lì ho capito che un giorno avrei voluto creare delle storie tutte mie, con personaggi e luoghi che fossero farina del mio sacco. E' una cosa che da sempre mi appaga e mi rende felice.
Oltre alla scrittura, hai un’altra passione, la lettura. Che genere ti piace leggere?
I generi variano. Passo dall'horror di King ai classici come Cime Tempestose (che mi piace sempre ricordare è il mio libro preferito in assoluto), ai libri di Coelho o Baricco. Nella lettura sono onnivora. Naturalmente i miei generi preferiti sono il fantasy e il gotico. Ma ho letto anche la Agatha Christie, e romanzi d'amore. Ogni libro m'insegna qualcosa, ed è giusto dare spazio a tutto o quasi.
Qual è la tua prima pubblicazione?
Ho esordito nel 2008 con il libro di poesie- monologhi “Brevi Monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento (I Morti)”, liberamente ispirato all'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. E' stato un libro quello scritto con il cuore più che con la testa e la fantasia, un libro che è stato anche molto apprezzato. Ora si trova su lulu.com, ma spero di spostarlo su amazon che ha un pubblico più vasto. Voglio dare ai monologhi una seconda opportunità e fare in modo che venga letto da più gente possibile.
Come ti sei trovata nel mondo dell’editoria?
Fino ad ora ho cambiato ben quattro editori. Ma la scelta è stata la mia e non la loro. Questo perché volevo provare strade diverse prima di trovare quella giusta, lavorare con persone differenti per farmi le ossa. Ho contattato prevalentemente le piccole e le medie case editrici; la grandi le ho tralasciate perché so che appartengono quasi a un mondo che vedo distante anni luce. Non che non creda nelle mie capacità, sia chiaro. Ma nelle piccole ho incontrato gente per bene e quindi mi sono fermata per ora a questo micromondo. Comunque attraverso internet e presentazioni, al pubblico riesci ad arrivare se ti rimbocchi le maniche e ti dai da fare. Dunque per ora preferisco continuare così.
Parlami della tua ultima pubblicazione, “La Stirpe di Agortos”.
La Stirpe di Agortos è la ripubblicazione di un libro già edito, di quello che un tempo era Un solo destino. Ecco perché sulla copertina trovate un nome diverso, il mio nome d'arte che è Elisabeth Gravestone. Trattandosi di una ripubblicazione, cambiando editore, copertina, contenuto ecc mi sono trovata quasi costretta a cambiare anche il mio nome. La Stirpe di Agortos è il primo di una saga fantasy di quattro volumi, e tema principale del libro è il rapporto tra l'uomo e la Natura magica che lo circonda. Agortos e la sua discendenza studiano e osservano i fenomeni mistici che avvengono nel loro mondo, che è chiaramente un mondo fantastico. Anche se il messaggio che ho voluto inviare al lettore è quello di porre l'attenzione a ciò che ci circonda, e non badare solo all'apparenza delle cose ma osservarle con più attenzione.
Tra poco uscirà, “La discendente di Tiepole”, che verrà editato dalla Butterfly Edizioni, parlami di questo nuovo romanzo.
La discendente di Tiepole è un romanzo che ho scritto tempo fa, nel mio anno di esordio per l'esattezza, e che è rimasto a lungo nascosto tra i file del mio pc. Lo scrissi quasi per gioco, per divertimento. Ma poi mi sono occupata di altre cose, come ad esempio la Stirpe di Agortos, e quel progetto è rimasto in sospeso. Quando ho conosciuto mesi fa su fb Argeta Brozi, la titolare della Butterfly, ho pensato di sottoporre alla sua attenzione il romanzo. L'ho quindi revisionato e mandato. Questo libro è molto diverso dalla Stirpe, sia per genere che per linguaggio. E' un urban fantasy ed è scritto in prima persona, attraverso il punto di vista della protagonista, Emma Onofri. Sembrerebbe a principio un urban fantasy come se ne sono già letti: la storia narra di una ragazza che arriva nel paese originario di sua madre (Tiepole appunto) e scopre che sua nonna era una sorta di strega, e che ha lanciato delle maledizioni su alcuni abitanti e su Emma stessa. Ma vi assicuro che ho cercato di introdurre elementi innovativi, e la suspance è assicurata perché dell'identità della discendente di Tiepole non si saprà nulla fino alla fine.
Progetti futuri?
Sto iniziando a lavorare al secondo libro della Stirpe. Un progetto che credo m'impegnerà per parecchio tempo. Poi ho in cantiere altri romanzi brevi, iniziati ma incompleti. Prossimamente inoltre usciranno ben tre antologie con alcuni miei racconti: l'antologia La Stirpe Chimerica (“La prova”) a cura di Angela Visalli e Stefano Muscolino del blog Club Urban Fantasy; poi la raccolta On the Road: Diari di viaggio (“Sulla strada per la fine”) edito dalla Libro Aperto Edizioni. E infine la raccolta delle 365 Storie d'Amore (“In fuga per ricominciare”) del Writer Magazine di Franco Forte. Le idee sono moltissime e i progetti anche. Spero davvero di riuscire a concretizzarne almeno la metà.

1 commento:

Emozioni d'Inchiostro ha detto...

Ciao Antonietta!
Bellissima intervista davvero molto interessante :)